La transizione ecologica è una sfida irrinunciabile. Un percorso che la Tuscia ha abbracciato con senso del dovere. Il nostro territorio produce energia rinnovabile in quantità nettamente superiore al fabbisogno locale. Abbiamo fatto la nostra parte.
Oggi il novanta percento degli impianti di tutto il Lazio è concentrato unicamente nella provincia di Viterbo. È un dato che non ammette repliche. Ora, però, è il momento di una riflessione profonda e necessaria sul futuro della nostra terra.
Il nostro territorio è un mosaico millenario di agricoltura d'eccellenza, di archeologia, di storia incastonata nel paesaggio. Non è un contenitore vuoto da riempire con torri d'acciaio alte duecento metri. L'autorizzazione di nuovi macro-impianti rischia di spezzare definitivamente l'equilibrio della nostra terra. Esiste un limite fisico e visivo che le nostre colline e i nostri laghi non possono più sopportare.
L'autorizzazione per il nuovo parco eolico "Energia Viterbo", con le sue imponenti torri eoliche da 200 metri, ci pone di fronte a un bivio. Non possiamo accettare passivamente decisioni calate dall'alto, senza un'attenta valutazione dell'impatto cumulativo. Il concetto di "saturazione territoriale" è un principio giuridico, riconosciuto dalla stessa giurisprudenza amministrativa.
Il paesaggio della Tuscia è un patrimonio inestimabile. Agricoltura, storia, archeologia. Sono questi i pilastri della nostra identità. Non possiamo permettere che vengano sopraffatti da una concentrazione sproporzionata di impianti industriali. Il progresso deve convivere armoniosamente con la tutela del territorio.
Non si tratta di opporsi a prescindere. Si tratta di rivendicare un ruolo attivo nella pianificazione. Le istituzioni locali devono essere protagoniste, non semplici spettatrici. I portatori di interessi diffusi, come i comitati, devono essere ascoltati e dire la loro. La definizione delle "aree idonee" e, soprattutto, di quelle "non idonee" è il passo cruciale. Dobbiamo proteggere le zone già gravemente compromesse e quelle di pregio paesaggistico e culturale.
La Provincia di Viterbo non arretrerà di un millimetro. Utilizzeremo tutti gli strumenti legali e istituzionali a nostra disposizione per difendere il territorio. Chiediamo rispetto per la nostra terra e per le nostre comunità. La transizione energetica deve essere equa e sostenibile, non un peso scaricato su pochi.
Per tradurre questa visione in un'azione corale e incisiva, convocherò a breve in seduta congiunta il Consiglio Provinciale e l'Assemblea dei Sindaci dedicati esclusivamente a questo tema. È il momento di serrare i ranghi, superare ogni divisione e stringere un patto indissolubile a difesa della nostra casa.
È in gioco il volto della Tuscia. Il nostro dovere, come amministratori, è quello di consegnare alle future generazioni un territorio non solo produttivo, ma anche bello e rispettato. La saturazione è un dato di fatto. Ora serve una visione strategica che metta al centro il benessere delle nostre comunità.
Viterbo, 09 giugno 2026
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