UPI Lazio torna a sottolineare la necessità che il tavolo interistituzionale avviato dalla Regione Lazio, con la delibera n. 227 del 16 aprile 2026, si traduca in una complessiva riorganizzazione delle competenze tra amministrazione regionale ed enti di area vasta.
Lo ha ribadito ieri il presidente di UPI Lazio e della Provincia di Viterbo Alessandro Romoli nel corso della seduta del Consiglio delle Autonomie Locali.
“Accogliamo positivamente la volontà del presidente Francesco Rocca di aprire una nuova fase di confronto istituzionale – ha dichiarato Romoli –. Il tavolo interistituzionale dovrà avere anche lo scopo di riordinare la materia delle competenze tra Province e amministrazione regionale. La legge Delrio è del 2014 e nel 2015 fu approvata una legge regionale approssimativa, legata anche all’urgenza del momento, che non teneva conto di alcuni aspetti fondamentali. Oggi, come hanno già fatto altre regioni italiane, è necessario arrivare a una norma di riordino generale”.
“Pensiamo, ad esempio, alla formazione professionale – ha proseguito Romoli – che oggi viene esercitata attraverso una delega annuale, con evidenti difficoltà organizzative e con pesanti ripercussioni sulla tenuta dei bilanci provinciali. In questo modo diventa impossibile programmare nel medio e lungo periodo e adeguare i corsi alle reali esigenze del mercato del lavoro, collegando la formazione alle opportunità occupazionali dei giovani”.
“Nonostante una norma regionale di riordino sia intervenuta nel 2023, molte funzioni ambientali continuano a essere svolte dalle Province senza ristoro economico, perché gli uffici regionali non le hanno ancora prese in carico – ha spiegato Romoli –. Se le Province smettessero oggi di erogare alcuni servizi legati, ad esempio, all’autorizzazione unica ambientale, alle emissioni in atmosfera e al vincolo idrogeologico, si creerebbero gravi difficoltà per imprese e cittadini”.
“Le Province non sono enti chiusi né svuotati – ha concluso Romoli –. Sono enti che devono essere ricollocati all’interno di un quadro chiaro di competenze amministrative provinciali e regionali. Serve affrontare questo tema senza ideologie, ma con pragmatismo e nell’interesse dei territori e dei comuni. L’auspicio è che questo tavolo possa diventare lo strumento adeguato per arrivare a una legge di riordino condivisa capace di riorganizzare davvero la macchina amministrativa e di non sprecare questa grande opportunità”.
Roma, 29 aprile 2026
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