Alessandro Romoli è stato confermato presidente della Provincia di Viterbo. Lo spoglio, avvenuto questa mattina a palazzo Gentili, ha certificato l'esito di un'elezione a candidatura unica, ma che ha riservato comunque dati politici per il governo del territorio.
L'affluenza si è attestata su cifre solide: alle urne si sono recati 538 amministratori sui 746 aventi diritto. Il dato politicamente più pesante, però, riguarda i primi cittadini: tutti e 60 i sindaci della Tuscia hanno partecipato al voto. Un en plein che conferisce al presidente uscente una legittimazione istituzionale, al di là delle appartenenze partitiche.
Non è mancato qualche "messaggio" ironico dalle urne. Il conteggio finale registra 31 schede tra bianche e nulle. Tra queste ultime, lo spoglio ha rivelato note di colore: dai cuoricini disegnati a mano, all'appellativo di "democristiano" rivolto al candidato, fino a qualche disegno goliardico.
Visibilmente soddisfatto, Alessandro Romoli ha commentato a caldo il risultato, puntando tutto sul valore dell'unità territoriale. "La legittimazione che proviene dal voto di tutti i sindaci del territorio è un elemento assolutamente importante - dichiara -. Avverto la responsabilità del governo legata alla partecipazione di tutti. Tenteremo, come abbiamo già fatto, di lavorare nell'interesse esclusivo del territorio per salvaguardare le nostre competenze".
Romoli traccia la rotta operativa: "Le priorità restano il governo della cosa pubblica: dall'edilizia scolastica alla viabilità, passando per l'ambiente e la riorganizzazione del patrimonio". Il presidente ha poi allargato lo sguardo oltre Viterbo, lanciando un appello chiaro al governo centrale per il futuro dell'ente Provincia, auspicando un ritorno al voto dei cittadini. "La Provincia merita di essere rivalutata anche a livello nazionale. Sono certo e spero che non tarderà la riforma nazionale, che dovrà prevedere il ritorno al suffragio universale per l'elezione degli organi e, soprattutto, la riattribuzione di competenze e risorse".
In chiusura, un passaggio sul ruolo strategico della Tuscia nel contesto regionale: "La Provincia è l'ente di riferimento primario per i comuni e rappresenta un elemento fondamentale per garantire il governo dell'area vasta. Soprattutto in una regione come il Lazio, che ha al suo interno la capitale d'Italia, è necessario valorizzare enti come questo, capaci di far fronte alle criticità locali".
Viterbo, 23 dicembre 2025
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